Ordine dei Biologi della Puglia e della Basilicata

Riduzione fondi trattamento Disturbi Alimentari, la preoccupazione dell’OBPB in una lettera al ministro Schillaci

Data:
22 Gennaio 2024

Riduzione fondi trattamento Disturbi Alimentari, la preoccupazione dell’OBPB in una lettera al ministro Schillaci

Preoccupazione per la riduzione dei fondi destinati al trattamento dei Disturbi Alimentari, rispetto a quanto messo a disposizione dalla precedente legge di Bilancio del 2021″. E’ quanto hanno espresso il presidente dell’Ordine dei Biologi della Puglia e della Basilicata, dott. Maurizio Durini e la referente della Commissione Nutrizione dello stesso Ente, dott.ssa Valentina Galiazzo, in una lettera, inviata all’attenzione del ministro della Salute, prof. Orazio Schillaci.
Come noto, precisano Durini e Galiazzo nella missiva: “in Italia il numero delle persone affette da Disturbi Alimentari risulta in costante aumento, essendo passato dai 680.569 casi diagnosticati nel 2019 ai 1.680.456 del 2023 (+ 40,50%), con un contestuale aumento dei decessi passati da 2.178 del 2019 ai 3.780 del 2.023 (+ 57,62%)”.
Per i rappresentanti dell’OBPB: “il dato preoccupante, su cui riteniamo sia necessaria una profonda riflessione, riguarda l’età media di coloro che, a causa di tale patologia, hanno perso la vita: 25 anni! (dato riportato dal Registro Nominativo Cause Morte – ReNCaM)”.
Purtroppo, aggiungono Durini e Galiazzo: “come sappiamo, i dati esposti in tale Registro risultano sottostimati, poiché fanno riferimento esclusivamente a coloro che hanno avuto accesso presso una struttura idonea per la cura dei Disturbi Alimentari, escludendo quanti si rivolgono a privati o che sono in lista d’attesa per la fruizione dei servizi. Una situazione, insomma, che non può e non deve rimanere inosservata; la sua rilevanza sociale e sanitaria richiede una presa di coscienza collettiva”.
Con il fondo precedentemente costituito, precisano ancora i due rappresentanti dell’Ordine: “numerose persone hanno potuto beneficiare di un supporto clinico, grazie ai tanti professionisti sanitari come biologi nutrizionisti, psicologi, medici e psichiatri che operando in un contesto interdisciplinare e multiprofessionale, hanno saputo soddisfare la crescente domanda di assistenza sanitaria”. Ora, aggiungono: “l’aspetto che più preoccupa le famiglie dei pazienti affetti da DCA e gli operatori sanitari coinvolti, è che la riduzione del fondo possa generare un ridimensionamento del numero di ambulatori dedicati e del relativo personale operante, riducendo di fatto l’assistenza per una parte dei pazienti già presi in carico”.
Per queste ragioni, rilanciano il presidente Durini e la referenze Nutrizione: “associandoci alla preoccupazione da più parti espressa, ci auguriamo che le numerose istanze a Lei giunte, possano ricevere la giusta considerazione. Soprattutto, auspichiamo che si possa perseguire l’importante traguardo di riconoscere i Disturbi alimentari come patologia, distinguendoli e separandoli dai disturbi psichiatrici, per inserirli nei LEA di cui la popolazione necessita“. Il tutto, rimarcano ancora i due rappresentanti dell’OBPB: “in un contesto di gestione ordinaria, alimentato da una adeguata e non più occasionale copertura economica, in grado di implementare sia i luoghi di cura che il numero di professionisti sanitari dedicati al trattamento dei DCA”.

Scarica e leggi la lettera inviata al Ministero della Salute

Ultimo aggiornamento

22 Gennaio 2024, 15:01